Apollo14


Apollo 14

Apollo 14 fu l'ottava missione del Programma Apollo con equipaggio; la terza missione ad allunare.

L'equipaggio

Il 6 agosto1969, poco dopo il volo storico di Apollo 11, la NASA rese noto al pubblico gli equipaggi per le missioni di Apollo 13 ed Apollo 14. All'interno della NASA era già da tempo stato deciso che il veterano del programma Mercury, Alan Shepard, sarebbe stato nominato comandante di una delle prossime missioni lunari. Shepard era stato il primo cittadino americano nello spazio, anche se il suo volo su Mercury-Redstone 3, avvenuto 8 anni prima, non circondò completamente la Terra. Shepard era in precedenza stato dichiarato inabile al volo, a causa della sua sindrome di Ménière, una malattia collegata alla pressione nell'orecchio. In seguito ad un intervento chirurgico gli venne comunque attestata l'idoneità al volo. Shepard era stato inizialmente designato comandante dell'Apollo 13 a scapito di Gordon Cooper, al quale tale incarico sarebbe spettato seguendo la logica della NASA essendo lui stato comandante dell'equipaggio di riserva di Apollo 10. In seguito la NASA decise di assegnare a Shepard la missione di Apollo 14, per consentire un periodo di preparazione più lungo. Il comando di Apollo 13 comunque non venne assegnato a Cooper, bensì a Jim Lovell. Cooper lasciò poco dopo tale decisione la NASA. Pilota del modulo di comando di Apollo 14 divenne Stuart Roosa, preferito a Donn Eisele. Anche Eisele aveva fatto parte dell'equipaggio di riserva di Apollo 10 e pertanto – come già descritto – gli sarebbe spettato l'onore di tale incarico su Apollo 14.

Pilota del modulo lunare fu Edgar Mitchell. Sia Roosa come pure Mitchell erano astronauti del quinto gruppo e non avevano fino a tale momento effettuato un volo spaziale. L'equipaggio di riserva era composto dal comandante Eugene Cernan, dal pilota del modulo di comando Ron Evans e dal pilota del modulo lunare Joe Engle. L'equipaggio di supporto (Support Crew) era composto da Bruce Mc Candless, William Pogue e Philip Chapman. Chapman fu il primo astronauta del sesto gruppo ad essere nominato per un equipaggio. Pogue invece fu l'ultimo membro di un equipaggio di supporto ad essere nominato in seguito per una missione di Apollo, potendo volare nel 1973 su Skylab 4.

Preparazione

Le singole parti del razzoSaturn V con il numero AS-509 vennero consegnate a Cape Kennedy tra gennaio e maggio 1970. Il modulo di comando CSM-110 venne battezzato Kitty Hawk, luogo nel quale i fratelli Wright avevano effettuato il primo volo a motore. Il modulo lunare LM-8 invece venne denominato Antares, stella dello Scorpione.

In seguito ai problemi e l'esperienza con la missione di Apollo 13, il modulo di comando subì tre modifiche decisive: la struttura interna del serbatoio d'ossigeno fu variata, venne montato un terzo serbatoio d'ossigeno nonché aggiunta una terza batteria.

Il 9 novembre 1970 il razzo completamente montato poté essere trasportato sulla rampa di lancio 39-A.

Alla missione collaborarono come radiofonisti di contatto (Capcom) Ron Evans dell'equipaggio di riserva nonché Fred Haise di Apollo 13, Bruce Mc Candless dell'equipaggio di supporto e Gordon Fullerton uno dei sette astronauti che, ad agosto del 1969, erano passati dall'aeronautica militare americana - US Air Force - alla NASA dato che l'Air Force aveva terminato senza successo i propri programmi per un programma spaziale equipaggiato, il famoso Manned Orbiting Laboratory - (MOL) che non fu mai realizzato nella forma prevista.

Fasi principali della missione

Shepard sulla Luna

Lancio e volo verso la Luna

Il lancio di Apollo 14 verso la Luna avvenne il 31 gennaio 1971 alle ore 16:03 (ora locale 21:03 GMT) da Cape Canaveral, Florida. Il tempo durante il giorno previsto per il lancio era pessimo e poco prima del lancio il conto al rovescio (countdown) venne interrotto per consentire che un forte temporale potesse scaricarsi. Apollo 12 era stato colpito da un fulmine durante la fase di lancio e ciò aveva provocato il malfunzionamento di diversi sistemi. Non si voleva dunque correre tale rischio per una seconda volta - anche in considerazione degli enormi problemi causati ed intervenuti durante la missione precedente Apollo 13.

Come per tutte le altre missioni del programma Apollo si procedeva a raggiungere un'orbita terrestre per in seguito provvedere ad un ulteriore accensione del terzo stadio del razzo e lanciare così la navicella spaziale verso la Luna.

Il tutto procedette senza problemi. Enormi problemi causò invece l'allacciamento del modulo di comando "Kitty Hawk" al modulo lunare "Antares". Come sempre un momento molto delicato della missione, durante il quale il modulo lunare doveva essere estratto dal suo "parcheggio" all'interno del razzo. Furono necessari ben sei tentativi per riuscire in tale manovra.

Sulla Luna

Meta della missione era l'altopiano di Fra-Mauro, meta originaria di Apollo 13. Superati ulteriori problemi con l'elettronica di bordo del modulo lunare Antares, gli astronauti poterono finalmente provvedere ad un ampio programma scientifico. Oltre all'ormai classico ALSEP (Apollo Lunar Surface Experiments Package), l'equipaggio aveva a bordo una serie di strumenti di misurazione di più piccola dimensione, più precisamente:

  • un generatore radioisotopico e termoelettrico (RTG)
  • un esperimento sismico passivo nonché
  • un esperimento sismico attivo, il quale sparò diverse cariche all'interno della superficie lunare
  • un esperimento suprathermal Ion Detector (per l'accertamento di esistenza di gas)
  • un esperimento Cold Cathode Gage
  • un esperimento Charged Particle Lunar Environment (una specie di mortaio)
  • un riflettore Laser Ranging
  • un esperimento Lunar Portable Magnetometer (per i campi magnetici)
  • un esperimento per la misurazione di vento solare (Solar Wind Experiment)
  • diversi strumenti per l'analisi della geologia lunare e di pietre lunari.

La prima attività fuori bordo (EVA) ebbe la durata di 5 ore e 3 minuti. Durante questa gli astronauti furono impegnati per la maggior parte del tempo con l'installazione dei citati esperimenti e strumenti.

La seconda escursione ebbe come mèta il raggiungimento del perimetro superiore del cratere Cone, caratterizzato da un diametro di circa 300 metri ed una profondità di 40. Da detto perimetro dovevano prelevare diversi campioni di roccia lunare. Gli astronauti non furono comunque in grado di raggiungere la mèta. Per la prima volta veniva infatti utilizzato il "Modular Equipment Transporter" (MET); fu un vero e proprio fallimento, in quanto non fu quasi possibile muovere il veicolo che sprofondava continuamente nella polvere lunare.

Questo costò molto più tempo del previsto, oltre ad un maggior consumo di ossigeno rispetto a quanto inizialmente stimato. Un fatto non da sottovalutare fu che i due astronauti persero l'orientamento sulla Luna. L'attività fuori bordo durò 4 ore e 23 minuti, però la distanza percorsa dagli astronauti era di oltre 3 chilometri. Ciò nonostante gli astronauti non persero il loro buon umore concludendo detta EVA con un'azione spettacolare: Shepard tirò fuori due palline da golf e le lanciò, utilizzando una piccola asta, per diverse centinaia di metri. Lui stesso lo commentò con "Miles and miles and miles". Così Shepard, oltre di essere il primo americano nello spazio, ebbe pure il primato di essere il primo giocatore di golf sulla Luna.

Ritorno ed atterraggio

Atterraggio dell'Apollo 14

Se per l'allacciamento (rendez-vous) del modulo di comando con il modulo lunare in fase di estrazione dal posto di trasporto all'interno del razzo ci erano voluti ben sei tentativi, tale manovra riuscì immediatamente in fase di ritorno dal suolo lunare. Pure durante tutto il viaggio di ritorno non vi furono delle complicazioni. Così il 9 febbraio 1971, alle ore 16:05, Apollo 14 atterrò in mezzo all'Oceano Pacifico a soli 7 chilometri dalla portaerei USS New Orleans. La capsula fallì di soli 1,1 chilometri il punto preventivamente calcolato, fatto che rappresentò l'atterraggio più preciso di tutte le missioni del programma Apollo.

Come per l'equipaggio di Apollo 11 e Apollo 12, dopo l'atterraggio Shepard, Roosa e Mitchell dovettero indossare delle particolari tute di protezione e per 16 giorni vennero sottoposti a quarantena. Come per i predetti equipaggi non fu mai constatata l'esistenza di "virus lunari" e pertanto questa prassi venne sospesa dopo questa missione.

Importanza per il programma Apollo

Fino a questo momento, Apollo 14 rappresentò la missione più importante dal punto di vista scientifico. Le pietre lunari, in complesso del peso di 42,9 kg, fornirono importanti informazioni per stabilire l'età della Luna. Pure gli strumenti posizionati nei pressi della zona di allunaggio contribuirono alla fornitura di dati di alto valore scientifico. Ad esempio si constatò, grazie agli strumenti sismici installati, che la maggior parte dei terremoti lunari avvengono quando la Luna si trova nel punto più vicino alla Terra durante la sua orbita, cioè nel punto in perigeo. Solo grazie al successo di questa missione si poterono programmare ed eseguire le future Apollo 15, 16 e 17.

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