Apollo10


Apollo 10

Apollo 10 fu la quarta missione con equipaggio del programma Apollo e la prima missione dalla piattaforma di lancio 39B del John F. Kennedy Space Center.

La missione includeva il secondo equipaggio ad orbitare intorno alla Luna e il collaudo del modulo lunare in orbita lunare. Vennero eseguite manovre di discesa, di risalita, di rendezvous e d'aggancio. Il modulo arrivò fino a 15,6 km dalla superficie lunare durante la manovra di pratica.

Equipaggio

Il 13 novembre 1968, cioè solo pochi giorni dopo che la NASA ebbe dato l'annuncio che la missione Apollo 8 sarebbe volata verso la Luna, venne annunciata la composizione dell'equipaggio per la missione dell'Apollo 10: la prova generale per il primo allunaggio. Come previsto venne nominato l'equipaggio di riserva completo della missione dell'Apollo 7: Tom Stafford - comandante, John W. Young - pilota del modulo di comando ed Eugene Cernan come pilota del modulo lunare. Stafford e Young erano già volati due volte nello spazio, per Cernan si trattava della seconda missione. Tutti e tre gli astronauti avevano raccolto le loro prime esperienze nell'ambito del programma Gemini. Cernan e Stafford (già allora comandante della missione) inoltre avevano già volato assieme nella missione Gemini 9. Pertanto l'Apollo 10 fu la prima missione americana nello spazio con un equipaggio privo di astronauti al loro primo volo.

Comandante dell'equipaggio di riserva fu Gordon Cooper. All'atto della nomina, Cooper era l'ultimo astronauta in servizio del programma Mercury, dato che Walter Schirra aveva lasciato il programma Apollo dopo il volo dell'Apollo 7, mentre Alan Shepard e Deke Slayton erano sospesi dal ruolo di astronauti attivi essendo ritenuti inidonei al volo per motivi di salute. L'equipaggio di riserva veniva completato da Donn Eisele, appena rientrato dalla sua prima missione con l'Apollo 7, nel ruolo di pilota del modulo di comando e da Edgar Mitchell, un astronauta novellino del quinto gruppo scelto dalla NASA, nel ruolo di pilota del modulo lunare. Considerando il principio di rotazione in uso dalla NASA, l'equipaggio Cooper, Eisele e Mitchell poteva aspettarsi di essere incaricati della missione dell'Apollo 13.

L'equipaggio di supporto (Support Crew) venne composto da James Irwin, Charles Duke, Joe Engle e Jack Lousma.

Preparazione

I singoli stadi del razzo vettore del tipo Saturn V vennero consegnati tra novembre e dicembre del 1968. Tutto fu pronto l'11 marzo 1969, cioè durante il volo dell'Apollo 9, quando il veicolo spaziale completamente assemblato venne trasportato sulla nuovissima e fino a tale momento inutilizzata rampa di lancio numero 39B. L'accoppiata ufficiale era formata dal razzo vettore con il numero di serie AS-505, dalla capsula di comando CSM-106 (la capsula CSM-105 era riservata per soli test a terra e nei programmi della NASA non era previsto di usarla per un volo nello spazio) e dal modulo lunare LM-4.

Come da tradizione della NASA anche in questo caso, oltre alle denominazioni ufficiali, gli astronauti poterono scegliere dei codici identificativi per le varie componenti del veicolo spaziale. Per Apollo 10 la fonte di ispirazione furono i fumetti di Charles M. Schulz Peanuts con la capsula che assunse il nome di Charlie Brown e il modulo lunare quello di Snoopy. Dopo che l'equipaggio dell'Apollo 9 aveva scelto le denominazione di Gumdrop (caramella di gomma) e Spider (ragno) come codice identificativo dei loro veicoli (già oggetto di polemica alla NASA) ed anche in occassione di questa missione la scelta non fu vista di buon occhio dai responsabili. Il direttivo della NASA pretese con assoluta insistenza, che l'equipaggio della successiva missione dell'Apollo 11 (cioè la prima prevista ad allunare) scegliesse denominazioni serie per i propri veicoli.

Il ruolo di (CapCom), cioè radiofonista di contatto con la capsula, venne assunto dagli astronauti Charles Duke, Joe Engle, Jack Lousma e Bruce McCandless.

Fasi principali della missione

Lancio

Il lancio del razzo vettore Saturn V da Cape Canaveral, Florida avvenne il 18 maggio 1969 alle 16:49 UTC. Come già avvenuto per l'Apollo 8, in un primo momento venne imboccata un'orbita terrestre "di parcheggio". Dopo due orbite intorno alla Terra, il terzo stadio del razzo vettore venne riacceso per portare la capsula dell'Apollo sulla traiettoria verso la Luna.

Nell'orbita lunare

Il LEM "Snoopy" dell'Apollo 10 sopra la superficie della Luna

Dopo aver raggiunto l'orbita lunare vennero eseguite tutte le manovre previste per il primo allunaggio vero e proprio nell'ambito della prevista missione Apollo 11. A circa 110 chilometri di altezza sopra la superficie lunare, il modulo di comando dell'Apollo (CSM) venne staccato dal modulo lunare (LM). Iniziò dunque la manovra di discesa del LM, durante la quale il modulo si avvicinò alla superficie lunare fino a circa 14 chilometri di altezza, scattando alcune foto del sito previsto per l'allunaggio dell'Apollo 11. Questa era l'altezza minima sotto la quale non si poteva scendere in quanto non sarebbe più stato possibile una manovra di ascesa diretta. Ad un'altezza di 15 chilometri era previsto che lo stadio di discesa del modulo lunare venisse staccato per avviare il procedimento di risalita. Immediatamente dopo il pilotaggio automatico guidato dal computer di bordo si guastò provocando un forte movimento di avvitamento. Cernan spense il pilotaggio automatico e riposizionò il modulo lunare correttamente mediante pilotaggio manuale. Pure l'azionamento del congegno propulsore principale dello stadio di ascesa del modulo lunare non riuscì al primo tentativo, poté comunque essere eseguito in un secondo momento senza particolari problemi per l'equipaggio.

Atterraggio

Durante il rientro nell'atmosfera terrestre, effettuata il 26 maggio, la capsula dell'Apollo raggiunse una velocità di 39.897 km/h - corrispondente a 11.094 metri al secondo. A tutt'oggi si tratta del record di velocità raggiunta da un mezzo con equipaggio. Alle ore 16:52 UTC l'Apollo 10 atterrò senza problemi nelle acque dell'Oceano Pacifico. L'equipaggio venne recuperato dalla portaerei USS Princeton. Durante la missione furono trasmesse le prime 19 trasmissioni televisive a colori dallo spazio verso la Terra.

Importanza per il programma Apollo

La missione Apollo 10, conclusa con successo, fu la dimostrazione che la NASA era in grado di effettuare voli dell'Apollo a brevi intervalli: infatti dalla missione Apollo 7 erano passati appena sette mesi. Inoltre l'Apollo 10 aveva eseguito tutte le manovre necessarie per eseguire con successo un allunaggio, ad eccezione dell'allunaggio stesso. Anche se durante tali manovre furono riscontrati diversi problemi tecnici, venne ritenuto che si trattasse di inconvenienti facilmente risolvibili, tali da non pregiudicare il primo allunaggio con la missione Apollo 11, come da tempo programmato dalla NASA. Apollo 10 era la quarta missione con equipaggio, mentre due ulteriori missioni, in programma per i mesi successivi, si trovavano già in avanzata fase di preparazione.

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