Acqua sulla luna


Giovedì l'annuncio della Nasa. L'agenzia spaziale americana fornirà i primi dati della missione LRO.

POTREBBE essere l'ultimo capitolo di una storia che va avanti da secoli. Quella che vede gli esseri umani arrovellarsi per rispondere ad una domanda semplicemente complessa: sulla luna c'è acqua? Ovvero: e possibile vivere sulla luna? Giovedì prossimo la Nasa potrebbe dare a questa questione epocale una risposta affermativa. Risposta che giungerà dal modulo LRO - acronimo che sta per Lunar Reconnaissance Orbiter - che l'agenzia spaziale americana ha lanciato in orbita lo scorso 18 giugno con un unico obbiettivo. Quello di sparare sul polo sud della luna un grosso proiettile per far sollevare una quantità sufficiente di detriti da analizzare.

L'LRO è tuttora impegnato nel dar vita al più completo servizio fotografico mai fatto al nostro satellite. Fotografie ad altissima risoluzione che data la loro accuratezza hanno già fornito delle prime tracce per poter elaborare ipotesi scientificamente fondate. La mappatura termica del lato oscuro della luna ha mostrato che la temperatura della regione, piena di crateri polari, è di -238 gradi Celsius. "Il posto più freddo dell'intero sistema solare", ha commentato lo scienziato Richard Vondrak che collabora con la Nasa per questo progetto. In questa landa astrale desolata alcuni strumenti a bordo dell'LRO hanno rilevato una presenza notevole di idrogeno. Risultati simili sono stati osservati anche dal Chandrayan-1 una missione indiana che ha come obiettivo quello di fornire un'accurata mappa dei minerali presenti sul satellite.

E dove c'è idrogeno c'è acqua, suggeriscono alla Nasa. Quantità ancora più elevate del gas sono state riscontrate al Polo Sud della Luna. Qual è la causa di questo eccesso di idrogeno? Vondrak afferma che "si potrebbe trattare del fatto che l'acqua sulla luna è arrivata molto più recentemente di quanto finora ipotizzato dagli scienziati". Si smentirebbe così un'altra vulgata dell'astronomia cioè quella in base alla quale si ritiene che se acqua c'è sul nostro satellite, essa è imprigionata nelle sue profondità.


C'è però un margine d'incertezza dovuto al fatto che alla Nasa non sono onniscienti. Infatti l'impatto del proiettile era stato previsto in una zona diversa da quella che ha dato questi risultati. Bisognerà quindi aspettare e sperare che tra i detriti sollevati dall'LRO ci sia del ghiaccio. Il cratere prescelto per essere amichevolmente bombardato è il Cabeus A, le cui fotografie ad infrarossi non hanno dato risultati completamente rassicuranti in merito alla presenza di idrogeno.


Ma niente paura per gli scienziati che si occupano della formazione e dell'evoluzione del nostro satellite. Scoperta l'acqua bisognerà scovarne l'origine. In merito le teorie più diffuse sono tre. La prima è quella che ha ipotizzato l'impatto tra la Luna e una cometa avvenuto quasi quattro miliardi. La seconda è quella che vuole un lento ma continuo deposito d'acqua avvenuto grazie all'impatto di una quantità imprecisata di asteroidi nel corso dei secoli. La terza contempla come probabile origine dell'acqua sulla luna il sole. Un paradosso cosmico spiegabile dal fatto che i protoni depositati dal vento solare combinati con l'ossigeno presente sulla luna avrebbe generato acqua.

C'è poi una storia nella storia. Riguarda Faith Vilas, direttrice nel 1999 del Multiple Mirror Telescope in Arizona. In un saggio scritto quell'anno, la scienziata aveva riportato gli esiti di una serie di osservazioni compiute sulle fotografie scattate alla luna durante la celebre missione Galileo verso Giove. Quando aveva filtrato le foto agli infrarossi aveva notato alcuni segnali provenienti dal Polo Sud lunare. Gli stessi segnali che rivelavano sugli asteroidi la presenza di minerali alla cui vita sono necessarie due cose: il caldo e l'acqua. La Vilas non ha mai pubblicato quel suo studio.
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